Nell’ambito della clinica psichiatrica l’uso del cinema ha spesso avuto un ruolo di rilievo. L’attività clinica che vi si svolge si inserisce nell’ambito della riabilitazione psichiatrica (RP), che consiste in una tipologia di intervento orientata ad aiutare i pazienti a perseguire obiettivi come il recupero di abilità perdute, dunque precedentemente possedute, o l’acquisizione di abilità nuove, valorizzando potenzialità latenti. La RP si propone, secondo la definizione fornita da Anthony et al., di «aiutare persone affette da disabilità psichiatrica cronica ad aumentare il proprio livello di funzionamento in modo da consentirgli di avere successo e di provare appagamento nell’ambito delle loro scelte individuali attraverso il minimo livello di intervento professionale». Come obiettivo la RP si pone quindi quello del reinserimento del paziente affetto da disturbo psichiatrico o neuropsichiatrico grave all’interno della società, arricchito di quelle capacità (spesso intaccate dalla malattia) con le quali possa svolgere le normali funzioni quotidiane, comprese quelle inerenti all’ambito lavorativo. In tale contesto, l’uso del cinema ha spesso avuto un ruolo di rilievo per la pratica clinica.