Come ormai noto, quando parliamo di disturbi mentali, il recupero si contraddistingue non soltanto attraverso un ottimale utilizzo dell’intervento farmacologico, bensì attraverso attività con forti implicazioni psicologiche che concretamente avviano la costruzione delle abilità, delle competenze, rimodulando e modificando schemi di pensiero disfunzionale e modalità relazionali compromesse dalla gravità psicopatologica. Inoltre, si è osservato che sia le disfunzioni nella funzione cognitivo sia le disfunzioni nelle funzioni esecutivo, portano a rigidità cognitiva, ripetitività dell’errore e difficoltà nelle pratiche di problem solving.Numerose ricerche in quest’ambito indicano come la compromissione di tali funzioni nelle persone affette da una grava patologia psichiatrica si associa ad un peggiore funzionamento in ambito della “social cognition”, cioè ad una vera e propria difficoltà ad instaurare rapporti sociali autentici, e soprattutto la mancanza di mentalizzazione (la consapevolezza e la percezione dell’emozioni dell’altro).